Il nostro Blog

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E’ nata la nostra start up nel mondo dell’agricoltura.

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Noi alle prese con i Crocus Savitus. Tutti con il pollice verde, anzi no…arancio.

E fu così che in un pomeriggio di agosto del 2017, il nove per l’esattezza, iniziammo a mettere a dimora i primi crochi di zafferano.
I nostri terreni sono situati in provincia di Brindisi (alto Salento). Uno  a Francavilla Fontana, uno a Torre Santa Susanna e l’ultimo a San Vito dei Normanni.

A dire il vero oggi nelle nostre zone la produzione dello zafferano in stimmi non è molto diffusa. Lo è stato nel passato, ai tempi dell’antica Roma.  Poi i costi di produzione hanno fatto propendere per l’importazione da paesi come l’Iran. Ma con qualità scadenti.

Da una ricerca di mercato abbiamo trovato che ci sono piccoli produttori.  Uno siamo andati a trovarlo a Trepuzzi, in provincia di Lecce. Un altro in provincia di Bari. Parliamo di impianti con circa 20/30 mila bulbi. Gente che con dedizione si dedica alla terra.

  • curiosità tecnica.

Abbiamo deciso di avviare la piantagione su tre terreni perché così c’è stato il frazionamento dei rischi climatici e sfruttato le caratteristiche dei terreni. Due di terra rossa, ricca di ferro, l’altra di terra bianca, calcarea.

Le nostre armi? Pazienza e buona volontà.

Scatole, rastrelli, zappe e secchi. Tutti armati per questa nuova sfida. Marco e Sara con Pompeo e Maria Teresa sul terreno di Torre Santa Susanna.

In questa foto vediamo Pompeo alle prese con l’allineamento e la messa a dimora. E’ una fase molto delicata. Sopratutto di precisione. Si perchè, i bulbi vanno non solo allineati, ma sopratutto messi all’insù. In questo modo l’apparato radicale avrà più forza e quando uscriranno le gemme punteranno verso l’alto avendo il supporto del bulbo.Una nota colorita… Pompeo ha lavorato nelle ferrovie e possiamo veramente definirlo un treno. Dovete sapere che è riuscito a mettere a dimora più bulbi lui che Marco e Sara messi insieme. FENOMENO!

A San Vito il Gino ed io abbiamo sudato le fatidiche sette camicie. Ma anche qui l’esperienza “agricola” di mio suocero che da anni pianta, agli, pomodori e melanzane è stata un toccasana. Poi lui, militare in congedo con rigida disciplina e ordine nell’esecuzione ha razionalizzato il lavoro. Qui lo vediamo mentre conta e stabilisce quanti bulbi mettere. Anche lui una Roccia!

Mentre sul terreno di Francavilla Fontana, Giovanni, Lino ed io ci siamo impegnati a rendere fruttuoso il terreno di Giovanni. Qui si è scritta una pagina di storia indelebile della nostra amicizia. Abbiamo sofferto come non mai! Il terreno non era caldo. Di più !!! Pareva che il buon Dio avesse acceso la fornace e tutti i termosifoni del Paradiso in pieno Agosto. Alla fine però, grazie all’esperienza di Lino siamo riusciti a capire come fare “MOLTO VELOCEMENTE” un solco nel terreno con la zappa.

Il Segreto per fare un solco velocemente? Non trascinare la terra ma spostarla leggermente man mano che si scava o a destra o a sinistra del solco.

Pronti partenza … via !

Apriamo le scatole. Tutte numerate con il quantitativo di bulbi. Riempiamo i secchi per trasportarli meglio. I bulbi di zafferano uno dietro l’altro scivolavano dalle nostre mani per finir rotolare nei solchi faticosamente realizzati.

I solchi si riempiono velocemente. Più tempo per realizzarli che per utilizzarli. Poi però dopo aver messo i bulbi di zafferano (i nostri soldati) al centro del solco, e messi a filo di lenzo, li abbiamo sistemati con i ciuffetti all’insù.

Vediamo metro dopo metro che le scatole si svuotano. Il quantitativo di bulbi (12.000) suddiviso in tre gruppi è abbastanza gestibile. In totale il tempo consumato per questa fase è stato di circa 5 giornate lavorative intere. Solo che abbiamo dovuto “rubare il tempo”. Un paio d’ore al giorno.

Le scatole svuotate le abbiamo messe da parte. Serviranno l’anno prossimo quando espianteremo nuovamente i bulbi di zafferano e li riconteremo per vedere la resa. Ci auguriamo che ne servano delle altre.

Devo dire che nei giorni che seguirono l’inizio della messa a dimora dei bulbi di zafferano lo spirito e l’entusiasmo non furono fiaccati dalle temperature
elevate. Anche se non finivano mai. Litri di acqua fresca al nostro fianco e il sudore che dalla fronte grondava. Per la verità a tutto vantaggio di una
linea fisica che piano piano ne giovava. GRATUITAMENTE ;). La maggior parte di noi ha una vita abbastanza sedentaria e ritrovarsi in campagna all’aria
aperta, aaah che pace, che “rilassamento”. Non è vero che l’orto vuole il morto. Quando eravamo stanchi, ci fermavamo e via … giù con
le chiacchiere e con le barzellette a recuperar fiato.

Eccezion fatta per alcuni di noi che meritatamente hanno finito di lavorare essendo in quiescenza (come dice il buon Gino),
come detto il resto della compagnia è tutta impegnata nel pieno nella propria vita professionale. Si va da Sara, giovane avvocato civilista a Marco operaio specializzato.  Graziella, insegnante della scuola dell’infanzia a Mimmo, impiegato nella Pubblica Amministrazione.
A Giovanni attualmente nelle forze armate a Rosalinda, mamma a tutto tondo. E che dire di Lino, elettricista che porta la luce in
ogni dove 😀 ed ad Annamaria anche lei massaia impegnata a far quadrare il budget familiare. Tutti con le proprie routine, con i propri
impegni. Ma tutti con grande voglia di raggiungere gli obbiettivi di ogni singola fase del nostro progetto.

Credetemi … Non è stato facile conciliare le nostre attività con quella della nostra start up nel mondo dell’agricoltura,
ma ci siamo riusci. Soddisfazione!!!! E’ vero quanto si dice – VOLERE E POTERE. La mente, lo spirito e il corpo umano se stimolati correttamente ti
danno una energia infinita.

 

 

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