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Come gli indiani … abbiamo fatto la danza della pioggia!

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Alì (un cane meticcio divenuto la mascotte del gruppo) da fifone abbaia ai tuoni.

Senza l’acqua i bulbi di zafferano non si riattivano. Ora non resta che fare la danza della pioggia!

Ad Agosto il sole alto spaccava letteralmente le pietre. Di acqua neanche l’ombra. Prima settimana di Settembre ancora niente. Mumble Mumble, tutti a pensare e, sopratutto, sperare.

I giorni scorrono veloci ed intensi. Ricordo che un venerdì pomeriggio verso le 17.00, era  la metà del mese ero nel campo a pulire e rendere le pendenze
sempre più efficienti. Ero con Alì, un cane meticcio che gironzolava nel campo a caccia di qualche povera lucertola. Senza saperlo è diventato la mascotte del gruppo. Mi guarda incuriosito come a dire …giochiamo?? Ma il rastrello chiama e non posso accontentarlo.

Intanto nuvole grigie si addensano all’orizzonte. All’improvviso un vento caldo stranamente impazza libero per le campagne. MI hanno spiegato che si crea dall’incontro di aria calda e fredda. Avverto un profumo di acqua mista a terra. Passa una mezz’ora, delle nuvole si avvicinano minacciose.

Dopo qualche altro minuto un flash nel cielo, poi il suono di un tuono. Poco dopo un altro e ancora un altro ...Kra-koooooooooooom (suono del fulmine).

Alì non ha la coda, poveretto. L’ha persa dopo un intervento per aver affrontato un cane di grossa taglia. A dire il vero Alì non ha il senso delle dimensioni.
Credo che si senta un leone. Peccato per lui che è poco più grande di un bassotto, il suo soprannome è Topo anche se è dotato di tanta sensibilità e per uno della sua specie e abbastanza sveglio.

Un altro fulmine che fa fragore  e le sue orecchie tirate dietro. Indicano fifa pura. Corre e si rifugia nella macchina. Mi guarda, come a dire … è meglio andare.  Il tempo di di togliere gli stivali e riporre gli attrezzi. Sono sudato, ma la sensazione di calore scompare in un attimo.

Vengo investito da  un tipico temporale estivo. Praticamente inondato nel giro di pochi secondi. I miei occhiali appannati, la mia maglietta inzuppata.
Finalmente l’acqua che avrebbe riattivato i bulbi. Me la ridevo da solo guardando le gocce che cadevano trasformando le zolle in fanghiglia

Era chiaro che  questione di poco e anche la terza fase sarebbe  arrivata. La raccolta dei fiori!!!

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